Il fatto che i social network siano diventati uno strumento di uso comune è sotto gli occhi di tutti: costituiscono un'importante strumento di marketing e hanno generato una leva di nuove professionalità.

Ogni piattaforma social si contraddistingue per i diversi comportamenti e le diverse aspirazioni dei loro utenti: c'è chi ne fa un uso business, chi vuole tenere i contatti con i suoi amici, chi vuole cinguettare i suoi messaggi al mondo... ce n'è per tutti i gusti.

Fatte queste premesse, possiamo definire il panorama dell’utilizzo dei social per la prima metà del 2017 basandoci sui dati ufficiali pubblicati, come ogni anno, dalla piattaforma “We Are Social”.
 

A giugno 2017, la popolazione "social" mondiale ammonta a 2,8 miliardi di individui, con incremento del 22% rispetto agli ultimi 12 mesi.
Il 28% dei fruitori del web è presente su un solo social, il 24% usa due social, il 16% tre, l’8% quattro social.
La parte restante (24%) non è iscritta ad alcun social.

Dando un’occhiata alle statistiche relative a ciascun social media, emergono dettagli molto interessanti: 



Facebook
sappiamo che è il più diffuso, ha una prevalenza di utenti di sesso femminile ed è il miglior posto in cui intercettare il target che va dai 18 ai 49 anni;
 






YouTube

ha un’utenza in maggioranza maschile e in totale raggiunge un miliardo di visitatori unici al mese;








Instagram

è il social che cresce più velocemente, con 600 milioni di visitatori unici al mese e un bacino di utenza molto giovane (il 90% è under 35);








Twitter

si conferma il social che ha perso più appeal, con 317 milioni di utenti unici al mese e una media di utilizzo giornaliero dell’app mobile di 2,7 minuti;








Pinterest

ha lo stesso numero di utenti di Twitter, con la differenza di essere un social network usato soprattutto dalle donne. Qui, un pin "rimane mediamente a galla" per 151 minuti circa, un tempo superiore persino a quello di Facebook;








LinkedIn

ha un’utenza business che tende a non usare altri social, perciò è indicato per raggiungere un’audience ristretta e al contempo ben definita (a questo proposito, è interessante sapere che il 45% delle persone che guadagna più di 75.000 dollari l’anno usa LinkedIn).
 





Oltre a questi social, che sono i più importanti a livello globale, esistono ovviamente una miriade di social network di “nicchia”, poco utilizzati dal grande pubblico ma indispensabili per chi si rivolge ad alcune tipologie di attività commerciali. Ne citiamo solo alcuni a titolo di esempio:

 




Trip Advisor

il social leader nel settore del turismo: accoglienza, ristorazione, viaggi e vacanze passano inevitabilmente da qui.
Gli ultimi dati indicano quasi 200 milioni di recensioni, con oltre 300 milioni di visitatori unici mensili sul sito!
Social INDISPENSABILE per ogni ristorante, agriturismo, hotel, etc etc.
 


 



Airbnb

la community che permette a chi ha una o più camere disponibili nella propria abitazione di affittarle ai viaggiatori che vogliono conoscere una determinata città.
E' un modo di viaggiare molto più economico e "social" della classica sistemazione in hotel.






 

Insomma, il mondo dei social offre ottime opportunità commerciali, ma come contropartita può causare perdite di tempo (spesso soldi) e cattive recensioni per chi non riesce a districarsi in questa realtà.

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Davide Frate
Social media manager
Ossia, creatura mitologica metà uomo metà smartphone che si aggira per i labirinti dei social